martedì 27 febbraio 2024

Cosa vuol dire Responsabilità Amministrativa degli Enti? Scopri di più sui modelli di organizzazione e gestione 231/01 con MODI Srl!


Per Responsabilità Amministrativa degli Enti si intende, nella sostanza, il meccanismo giuridico attraverso il quale si attribuisce alle Società, oltre che alla persona fisica autrice materiale del reato, la responsabilità di un reato commesso a vantaggio o nell’interesse dell'ente da parte di una persona che agisce per il suo conto. 

Qualora un soggetto operante in una Società commetta uno dei reati previsti dal D.lgs. 231/2001 a  proprio vantaggio, potrà essere condannata e subire una o più delle sanzioni previste dal D.lgs. 231/2001. 

La responsabilità che viene attribuita all’Ente consiste in una colpa di organizzazione, derivante dall’inottemperanza da parte dell’ente dell’obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali, necessarie a prevenire la commissione dei reati

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giovedì 22 febbraio 2024

Secondo te, chi possono essere gli autori materiali dei reati disciplinati dal D.lgs. 231/01?

In base all'art. 5 del D.lgs. 231/01, gli autori materiali dei reati disciplinati dal decreto possono essere
persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente (es. amministratori, sindaci, direttori generali, responsabili di funzioni aziendali), oppure individui sottoposti alla direzione o vigilanza di queste ultime (es. dipendenti, collaboratori e consulenti).

L'autore materiale del reato deve essere un soggetto che riveste una posizione di vertice nell'ente o un soggetto terzo che svolge un'attività professionale nell'interesse dell'ente.

In questo caso, l'ente risponderà del reato solo se il soggetto terzo ha agito in forza di un rapporto di collaborazione con l'ente o se ha agito in modo da realizzare un vantaggio o interesse per l'ente.

Ad esempio, un amministratore di una società può essere autore materiale del reato di corruzione, se offre un vantaggio indebitamente a un pubblico ufficiale per ottenere un'autorizzazione. 
Un dipendente di una Società può essere autore materiale del reato di frode fiscale, se emette fatture false per evadere il fisco. Un soggetto terzo può essere autore materiale del reato di riciclaggio, se riceve denaro proveniente da un reato e lo investe in un'attività commerciale.

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sabato 10 febbraio 2024

Cosa deve fare un'Azienda per ottenere la Certificazione del Sistema di Gestione per la parità di genere UNI/PdR125:2022?

Per ottenere la Certificazione del Sistema di Gestione per la parità di genere UNI/PdR125:202, l'Azienda deve sicuramente comprendere i requisiti della Prassi di Riferimento. 

La Prassi di Riferimento UNI/PdR125:2022 è un documento tecnico che descrive i requisiti per l'implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere. 

È importante che l'Azienda deve comprendere questi requisiti per poter iniziare a pianificare il processo di certificazione e lavorare con un Consulente esperto permette di risparmiare tempo e denaro. Oltre a ciò è importante effettuare una valutazione della propria situazione attuale in termini di parità di genere.

MODI si propone per questa valutazione che include un'analisi dei dati relativi alla composizione del personale, alla retribuzione, alle opportunità di crescita e alla conciliazione vita-lavoro.

Per approfondimenti sulla consulenza alle aziende per l'adozione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere UNI/PdR125:2022  cliccare qui. 

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martedì 6 febbraio 2024

Cos’è il D.Lgs 231/2001 e quali novità normative ha introdotto? Scoprilo ora con i consulenti MODI Srl!

Il Decreto Legislativo 231/2001 è una norma dell’ordinamento Italiano che ha introdotto un regime di responsabilità amministrativa a carico degli Enti per alcuni reati commessi, nell'interesse o vantaggio degli stessi, da persone fisiche che rivestano, anche di fatto, funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione, anche di una sua unità organizzativa autonoma e da persone soggette a direzione e vigilanza.

Chi possono essere gli autori materiali dei reati disciplinati dal D.lgs. 231/01? 

Possono essere i soggetti così detti “apicali”, ossia persone che rivestano funzioni di rappresentanza, di amministrazione e direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitino anche di fatto la gestione e il controllo dello stesso (componenti dei consigli di amministrazione, amministratori delegati, direttori generali, soggetti delegati per lo svolgimento delle funzioni in materia di sicurezza sul lavoro), oppure i soggetti così detti “subordinati”, ossia le persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali (ma anche agenti, consulenti esterni all’azienda). 

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martedì 30 gennaio 2024

È vero che con l'adozione in azienda di un modello organizzativo D.Lgs. 231/2001 l'ente non è più responsabile dei reati commessi dai propri dipendenti? Scoprilo con MODI!

Con l'adozione Modello Organizzativo e di Gestione ai sensi del DLgs 231/2001 non esclude automaticamente la responsabilità amministrativa dell'ente per i reati commessi dai propri dipendenti.

L'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 prevede che l'ente risponde dei reati commessi nell'interesse o a vantaggio dello stesso da parte di persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di persone sottoposte alla direzione o vigilanza di queste ultime.

Tuttavia, il comma 2 dello stesso articolo prevede che l'ente non risponde se dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli di Organizzazione e Gestione idonei a prevenire la commissione dei reati, di aver impartito adeguate istruzioni ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza, e per ultimo, di aver controllato l'osservanza dei Modelli e delle istruzioni.

In pratica, l'adozione di un modello organizzativo 231 può rappresentare una causa di esclusione o riduzione della responsabilità amministrativa dell'ente, ma non è una garanzia assoluta.

Il giudice, infatti, deve valutare la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla legge, tra cui:
  • l'idoneità del modello organizzativo a prevenire la commissione dei reati;
  • l'effettiva attuazione del modello organizzativo;
  • l'idoneità delle istruzioni impartite ai soggetti sottoposti alla direzione e vigilanza dell'ente;
  • la vigilanza sull'osservanza del modello organizzativo.
Si possono valutare anche altri fattori, come la gravità del reato commesso, la natura e l'entità dei benefici che l'ente ha tratto dal delitto, la tempestività delle misure adottate dall'ente per far cessare la violazione e per eliminare o attenuare le conseguenze dannose del reato

Per approfondimenti sul servizio di consulenza erogato sui modelli 231 e sull'incarico di ODV in esterno clicca qui.

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giovedì 25 gennaio 2024

Vuoi conoscere i vantaggi che un'azienda può ottenere certificandosi UNI/PdR125:2022 per la Parità di Genere? Scoprili con MODI!

La certificazione UNI/PdR125:2022 è una certificazione volontaria che consente alle aziende di dimostrare la loro attenzione alla parità di genere all'interno dell'organizzazione.

Il certificato si basa su un insieme di requisiti che l'Azienda deve soddisfare come la definizione di una politica di parità di genere, la misurazione e la rendicontazione dei dati relativi alla parità di genere e la realizzazione di azioni per promuovere la parità di genere.

La certificazione per la parità di genere può essere ottenuta da qualsiasi azienda, di qualsiasi dimensione e settore.

Certificandosi è possibile ottenere:
  • un miglioramento dell'immagine e della reputazione aziendale: la certificazione rivela l'impegno dell'azienda per la parità di genere, che è un valore sempre più importante per i consumatori e gli investitori;
  • attrazione e fidelizzazione dei dipendenti: certificandosi si dimostra che l'azienda è un luogo di lavoro inclusivo e rispettoso della diversità, che può essere un fattore attrattivo per i dipendenti;
  • risparmio di risorse: la certificazione può aiutare l'azienda a ridurre i costi associati alle discriminazioni di genere, come i costi legali e i costi di turnover.
Oltre a questi vantaggi è possibile ottenere un esonero contributivo sul versamento dei contributi previdenziali complessivi a carico del datore di lavoro con una somma che può arrivare fino a 50.000 euro annuali.

Ci occupiamo noi di tutta la documentazione necessaria formando il personale coinvolto.

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martedì 16 gennaio 2024

Sai quali sono i passaggi che un'Azienda deve compiere per ottenere il Certificato UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere e l’inclusione sul posto di lavoro?

Per ottenere la Certificazione UNI/PdR125:2022, un'azienda deve seguire alcuni passaggi.

Comprendere i requisiti della Prassi di Riferimento UNI/PdR125:2022 che è un documento tecnico che descrive i requisiti per l'implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere. L'Azienda deve comprendere questi requisiti per poter iniziare a pianificare il processo di certificazione.

Valutare la situazione attuale dell'Azienda in termini di parità di genere. Questa valutazione dovrebbe includere un'analisi dei dati relativi alla composizione del personale, alla retribuzione, alle opportunità di crescita e alla conciliazione vita-lavoro.

Definire obiettivi e azioni sulla base dei risultati della valutazione, l'Azienda deve definire obiettivi e azioni per migliorare la propria situazione in termini di parità di genere. Essi devono essere specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e temporalmente definiti.

Implementare le azioni da parte dell'Azienda definite per migliorare la propria situazione in termini di parità di genere. Queste azioni possono includere modifiche alla cultura aziendale, ai processi HR e alle politiche aziendali.

Valutare i risultati che l'Azienda deve ottenere delle azioni che ha implementato per migliorare la propria situazione in termini di parità di genere. Questa valutazione dovrebbe essere effettuata utilizzando indicatori di performance specifici.

Per ultimo richiedere la certificazione. una volta che l'Azienda ha soddisfatto tutti i requisiti della Prassi di Riferimento, può avviare la richiesta di certificazione a un organismo accreditato.
Il processo di certificazione può richiedere diversi mesi o addirittura anni, a seconda della complessità dell'Azienda e delle azioni che deve implementare.

Si può dire quindi che la Certificazione per la Parità di Genere sia un investimento importante che può portare a significativi benefici per l'azienda stessa e per la società nel suo complesso.

Per ottenere il prima possibile la Certificazione si può pensare a coinvolgere ciascun livello dell'azienda, in modo che tutti possano prendere a cuore la causa. Anche far affidamento su partner esperti (come MODI S.r.l., pronta a sostenere tutte le Aziende che desiderano certificarsi), è sicuramente un grande aiuto per l'ottenimento del certificato.

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